Il motore elettrico è un elemento presente ovunque: muove i treni, aziona le macchine industriali, equipaggia i nostri numerosi elettrodomestici, fa muovere gli ascensori, comprime il gas nelle condutture... La sua storia è frutto di importanti scoperte scientifiche e di graduali progressi tecnici.
L'elettricità assurge a movimento
Nel 1820, il fisico danese Hans Christian Ørsted osservò che una corrente elettrica deviava l'ago di una bussola. Questa scoperta essenziale del legame tra corrente elettrica e campo magnetico, teorizzata da André-Marie Ampère, ha aperto la strada al motore elettromagnetico. Già nel 1821, l'inglese Michael Faraday inventò il primo dispositivo in grado di trasformare l'energia elettrica in movimento.
I motori elettrici messi a punto negli anni venti del XIX secolo costituivano ancora strumenti di laboratorio. Nel 1837 Thomas Davenport brevettò un motore destinato all'uso industriale (trasporto, tornitura del legno, foratura dei metalli). La sua commercializzazione però risultò un fallimento perché il suo costo elevato lo rendeva poco competitivo rispetto al vapore.
Il motore elettrico al servizio dell'industria e del quotidiano
La dinamo di Gramme (1869) rappresentò il primo generatore abbastanza potente e stabile da poter essere utilizzato su larga scala. Azionata da una macchina a vapore, eroga corrente continua. Alimentata dall'elettricità, si tramutò in un motore producendo quindi energia meccanica. Grazie alla dinamo, le fabbriche e le officine riuscirono sia ad illuminarsi che ad azionare i propri macchinari. Negli anni Ottanta del XIX secolo, Nikola Tesla sviluppò il motore a induzione a corrente alternata, più idoneo alla distribuzione di energia elettrica da centrali lontane dal luogo di consumo.
Il XX secolo è stato caratterizzato dallo sviluppo di motori elettrici sempre più silenziosi e miniaturizzati, impiegati in una moltitudine di oggetti: elettrodomestici, giocattoli, apparecchiature mediche...
Un elemento chiave della transizione energetica
Oggigiorno, il motore elettrico è la soluzione preferenziale per una mobilità sostenibile: alimenta automobili, biciclette, autobus e persino alcuni aerei. In combinazione con fonti di energia rinnovabile, consente di ridurre le emissioni di gas serra. Un motore elettrico è estremamente efficiente: trasforma quasi tutta l'energia elettrica in movimento e si usura meno rapidamente rispetto a un motore a benzina. Il suo principale punto debole resta la difficoltà di immagazzinare l'elettricità.